Del rimpianto
Barbara Golini
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appaiono faville distanti stelle anime solari satelliti vaganti
quei tuoi occhi al mattino ancor pieni di sonno ancor coperti di coltre nuvole di sogno
alle mani aperte e tese alle braccia distese al pianto al canto al rimpianto
di non averti baciata ogni attimo della tua vita di non aver tenuto quel tuo tenero sorriso appesso al mio abito da sera alla mia vela alla giacca che ancor porta il tuo sapore
e mentre stanca sollevi in alto il tuo sorriso attendi fiera il tuo angolo ormai consunto e dilatato troppo troppo usato abusato dal destino affranto dal mattino che di pascoli non ricorda che di neve fiocca al tramonto che di te porta il passo e il contrappasso
s'addorme sotto una fratta ormai desueta il gatto che tanto amasti di cui ebbi la fortuna d'accarezzare il muso riverso in basso per amor del semplice e del semplicissimo
odore di aria fresca e di lillà di rosmarino e petunia abbraccia ormai la natura che t'appartiene e di cui presto tornerai a parlare nel silenzio dell'immortale pianto di una madre
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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Paola Galli23 novembre 2013
credo che quando l'emozione scorre ed attraversa l'anima di chi legge suscitando persino commozione, la qualità e la mano dell'autore che scrive non possa essere messa in discussione! è un crescendo d'emozione questa lirica che pervade, stupisce, genera mille sensazioni, ricordi, pensieri, ed è questo il vero senso del poetare, poter arrivare agli animi, al di là dei significati!

