Gioco a fare il poeta
Angela Fragiacomo
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mi incuriosisce sinceramente il tuo verso
raffiche di vento – per dirlo a modo
a menadito
– sono poeti hanno segreti
permalosi, si sa –
– spiego incalzando:
vorrei capire (e forse non è vero, ah contraddizione mon amour!)
quel crederti peso e oro – no io no – ti hanno sentito
allo show, sono stati i testimoni: è lavoro
quello sporco – e anche questo –
ora, l’imbarazzo
vedi, il silenzio
mi nascondo io, al tuo passaggio
vorrei evitarti le aggravanti – repetita iuvant direbbero –
nella parabola potresti cadere e non volare
incastrarti nei fili
perdere le penne
scoprirti
scomporti
andare a capo
o peggio: perseverare
nello starnazzo che mi tiene sveglio il gatto
e lui sì, che si risentirebbe!
(dico a chi
ambisce alle ciligie più rosse più in alto più ghiotte e scuote l'albero dal tronco
– c'è sempre chi non sa di non sapere
e ipotenusa più spirale
teorizza l'imprendibile immaginario
il più desiderato
parafrasando...)
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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Francesco Rossi1 dicembre 2013
Dulcamara: Io sono quel gran medico dottore enciclopedico la qui virtù plecara... Cosa centra Dulcamara con l'immaginario verseggiato mirabilmente dalla poetessa in un contesto quasi geometrico interposto a una visione in 3 dimensioni? domando a comunardo.

