La scatola magica
Punge un metallico spigolo
mentre frugo nostalgico
tra i ricordi in soffitta.
Studio lo strano ammenicolo
dal ciarpame lo sradico
e al cuore già sento una fitta.
Pare una semplice scatola
ma da dentro una musica
piano prova ad uscire.
Apro e una piccola bambola
dalla candida tunica
gira e danza, bella da morire.
D'improvviso mi sento mutare
mi fo piccolo come la ballerina
lei dolcissima tende la mano.
No, non sogno e sto per entrare
proprio dentro quella scatolina
che oltrepassa lo scibile umano.
Suona lieve una fisarmonica
lei mi abbraccia e mi sento felice
mi conduce al suo magico mondo.
La bellezza che c'è sembra illogica
e come albero con la sua radice
io mi nutro di un bene profondo.
Vorrei vivere qui eternamente
ma la candida tersicorea
pare aver letto già il mio pensiero.
"Son l'essenza della tua cara gente
che d'amore per te arde e ardea
e sa bene qual è il tuo io vero"
"Tutto il bene da noi ricevuto
e il tuo dolce candore di bimbo
sono in te ma li tieni nascosti.
Trova dunque il sorriso perduto
non restare smarrito in quel limbo
fallo adesso costi quello che costi".
Per un attimo d'eterno infinito
la sua mano accarezza il mio viso
e torniamo girando a danzare.
Lo capisco, il viaggio è finito
ma già sto ricercando un sorriso
per poter ritornare a volare.
©
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