Dentro la Chiesa
Piccola e stremata
in un banco della vecchia chiesa
cercavo il conforto
di antiche Parole
lo sguardo fissato
su volti di pietra
che senza una smorfia
scandivano il verdetto
Peccatrice
la bambola al seno tenevo
unico viso
a darmi conforto
ma la sua bocca cucita
non alzava la voce
a difendere
i battiti inuditi del mio cuore
innocente
ora,fuori della chiesa
ti prendo la mano,
Signore
e ancora tremante
ti seguo
Andiamo in Galilea mio amore?
©
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Commenti (3)
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F
Francesca Coppola3 maggio 2007
molto profonda! emozionante messaggio... molto piaciuta!
M
Marina Como3 maggio 2007
la struttura ben ordinata ed il linguaggio d'effetto sono molto ben correlati anche nella pause. la donna che si sente condannata e peccatrice è consapevole di essere tale e non si giustifca neanche con la sua storia, "bambina" che non ascolta. non ci sono scuse, quando si sbaglia. ma si può lo stesso chiedere il perdono con la consapevolezza che attraverso questo si ritrova l'amore. e come una fiaba a lieto fine la chiusa.
Salvatore Ambrosino3 maggio 2007
una bellissima poesia con la quale confermi la tua bravura poetica.
