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Barbara Golini
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respira il vento di questa notte che t'avvolge nel silenzio
la Neva non scorre più: sta!
cupole arricciate sullo sfondo del canale all'ombra di quattro stelle
siedi ai piedi di queste scale consunte dal tempo
che ancor ricordano i passi di quel gigante
che del futuro non fece mistero
mentre sulla Neva qualcuno ancora osserva l'orizzonte infinito
non versa lacrime, né rimpiange: sta!
alla fortezza sembra tutto tacere Venezia è lontana
non ci sono calle eppur appaiono canali fluidamente blu
sembrano maschere quei passi che rimbombano nel silenzio
cadono e si rialzano all'infinito
appare l'offuscato mare che dimentico persin di foche affamate
non parla, non tinge, non scorre: sta!
non è immobile, eppure, questo angolo di cielo
t'abbracci le ginocchia infreddolite
nessuno che ti offra una sigaretta o dei guanti caldi
domani non sembrerà che un ricordo
sembra paradiso quest'angolo di mondo
silente, argenteo e etereo: sta!
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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Paola Galli4 dicembre 2013
è uno spaccato che attraverso i versi magistrali dell'autrice prende forma, quasi a ripercorrere e ricordare eventi passati, scavando le menti intorpidite, che non sanno più rievocare i grandi, coloro che misero la loro faccia, le loro mani, le loro parole e tutta la loro anima per tentare di cambiare il corso della storia, le storture dell'uomo e del potere, partecipando in prima persona!! davvero un'opera d'arte!

