Mia madre
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Incenerita dal camino
nel grigio inverno
colorava con me
i quaderni della scuola
nella stanza che profumava
di mandarino alla luce
fioca della sera
Il fumo dagli occhi
le rapiva una lacrima
o forse il pensiero l’affliggeva
di non poterci sfamare l’indomani
col poco denaro che restava
Mia madre sempre un sorriso
alla Befana, tra caramelle
e cioccolatini per noi che sognavamo
dei balocchi, per noi increduli e delusi
che in un baleno diventammo grandi
svezzati alla fiaba troppo presto
della vecchietta che viaggia sulla scopa
Mia madre ora stanca e silenziosa
per le fatiche dure d’una vita
rallegra con gli odori di cucina
il ritmo frenetico del giorno
che spesso non mi concede tregua
per un piatto di pasta o un’insalata
Mia madre sonnecchia sul divano
appollaiata come un passero sul ramo:
la guardo che respira e mi rallegro
d’averla ancora accanto ogni momento
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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Francesco Rossi2 dicembre 2013
Abbiamo un modo di vedere uguale. E la grande fortuna di avere ancora la mamma. La poesia scorre in modo piacevole e con tanto puro sentimento.

