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Famiglia 5 dicembre 2013 · lettura 2 min · 1087 letture

Ricordi

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Salvatore Linguanti 13 poesie pubblicate
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Nacqui che non ricordo e mi trovai già grande a vagar pel mondo e a lottar pel poco eppur cercavo il molto e aspiravo a possedere il tutto In ogni cosa fosti a me vicina, o madre, né mai rimprovero, da te, ebbi, o disappunto alcuno, ma solo comprensione e affetto. Certo, patii tanto nel mio andare, ancor più che, sofferenze tue, furon tutte mie, uniti entrambi nell'intimo silenzio della pena. Infin, divenni padre, anch'io, di figli e poi di figli grandi e assistetti, impotente, al tuo declino, o madre, al patimento fisico dell'essere a cui la vita, quale ricompensa per le angustie avute, ancor ne aggiunge nuove, fino al giorno in cui guadagno estremo e solo, è quella morte, vissuta come evento liberante sì, ma assai penoso, oscuro e senza senso. Poi, la vita scorre e il tempo passa vestito da signore, assai paziente e lascia che tutto cada nella storia... ma nulla può annientare il tuo ricordo che mai potrà esser d'allegria perché la gioia tua era la mia e la sofferenza pane quotidiano Ed or, che alla mia di sorte penso e assai ripenso, mi vien di fronte, sempre, la tua morte e mi sovvien di te la triste vita, né posso fare a meno d'angosciarmi all'idea che, forse, dopo morti, l'unica ricompensa, che dà gioia, non è l'eterno premio a consolarci. ma il nulla inesorabile e finale che cancella dell'essere ogni pena.
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Salvatore Linguanti
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Commenti (5)

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nemesiel5 dicembre 2013

Poesia profonda che evidenzia, nel ricordare la figura della madre, la sua vita e la propria, un pensiero che accompagna sempre l'uomo... la grande domanda a cui non vi sarà ne può esservi risposta. Certo l'essere umano non si rassegna all'idea che la morte sia la fine di tutto, ci spaventa il non esserci più...mai più...e in nessun luogo, soprattutto quando la vita, come a molrti, è costata sofferenza. Se la morte è la fine di ogni cosa, nulla ha senso neppure la stessa vita. Versi profondi e poeticamente ben espressi per un argomento che da sempre tormenta l'uomo.

carla composto5 dicembre 2013

un pensiero che ci accomuna tutti ... una lirica forte nello stesso tempo pregna d'amore nel ricordare le proprie radici, una mamma che si vorrebbe avere sempre accanto che non si vorrebbe mai veder soffrire ed il dubbio se esiste quel luogo, dove poterci riabbracciare un giorno ...versi toccanti ...una chiusa meravigliosa

Tonia Fracella5 dicembre 2013

Ricordi e pensieri che si intrecciano in un poetare profondo... In questi versi traspare come punto di riferimento l'amore immenso per la madre, il percorso della vita... Il crescere in fretta e ritrovassi quasi a riflettere su ogni passo... che ricama l'esistenza. Profonda e toccante... In toni perfetti.

Un canto d'amore per la persona più importante della nostra vita, attraverso cui abbiamo avuto la vita e ci ha insegnato con l'esempio cos'è l'amore disinteressato, quello che si fa condivisione di gioie e dolori. tutta bella questa lirica che scorre il passato come sfogliando una rosa e le sue spine e termina con quell'atroce domanda, con quel sospetto che in fondo tenta tutti, credenti e non, perché sempre piccola è la nostra fede . Credo però che Qualcuno Onnipotente ha messo in noi questa capacità d'amare oltre la morte e per tale motivo ci ritroveremo oltre la morte.

Poesiaerre8 dicembre 2013

Piace l'intensità che esplica questa composizione poetica. Il colore dell'amore materno, nelle anse del cuore può velare di lacrime anche le pupille dell'anima. Ma questa "assenza è presenza di ricordi sempre vivi che non diventeranno mai buio, ri- illuminati da luce d'amore di figlio