Senza ritorno

"Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l’arduo privilegio d’aver altrettanto sofferto" Emily Dickinson Se volete sapere qualcos'altro di me, chiedetelo al mio gatto:lui non mente.
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Quanta amarezza nel dover constatare che i fiori, pur presenti lungo il cammino, non conosceranno il passo di un destino comune. E tutto prende peso e si trascina... anche quest'inverno che s'avvicina, che non lascia intravedere sprazzi di sole. Qualche ricordo, qua e là...sì...ma incapace oramai di scaldare, perché ha perso le sue radici. Una lirica dalla forte impronta che arriva come un pugno nello stomaco, ma che sa trasmettere le profonde verità del cuore dell'autrice.
una coltre che copre il sole, ci vorrà tempo per potersi riscaldare, non più sorrisi ed ali per poter volare... freddo e gelo... vi leggo bellissime metafore in questa lirica raffinata ed elegante ...sempre molto apprezzate le opere della bra va autrice
Una lirica bellissima che descrive dicembre come negazione di qualcosa... Negazione di ali per volare, di un sorriso per squarciare la nebbia, della nascita della vita da un seme, di una gioia imprigionata nei sogni e nel passato, di un cammino insieme... Ma è proprio attraverso queste negazioni che l'Autrice, nel suo grande talento, riesce come per contrappasso a colorare e illuminare i suoi versi: l'azzurro del mare, il bianco della neve, la luce delle lucciole, i fiori sparsi sulle strade son tutti segni di una vita che traspira sotto la sua pelle. Davvero eccellente la nostra Francesca Maria Soriani...
Versi sublimi in un contesto poetico nel descrivere la freddezza del mese dicembrino, ultimo di un anno pesante per mille motivi, ma l'autrice riesce a catturare vari particolari per dipingere con i colori della musa una trama che è tutto dire. Versi che il lettore ammira con notevole soddisfazione per la sua stesura particolarmente poetica, un plauso all'autrice.
la mancanza di sole che ravviva la vita è malinconia... versi dolcissimi e profondi.
Dicembre non ha le ali del sole per volare contro le nuvole e derimere la nebbia che avvolge il pensiero. Una allegoria che serve alla Poetessa per esplicitare i suoi sentimenti in un momento di stanca... della vita. Molto bella.
Un momento in cui siamo impenetrabili dall'esterno, ma non privi di vitalità. Infatti, sotto la coltre di freddo che ci isola dal mondo esterno, ferve, all'interno, una notevole vitalità dovuta al nostro tornare in noi stessi, al nostro riflettere. Poi, quando tutto sarà disciolto, torneremo ad essere, ancora vitali, verso l'esterno. Ma, anche se tutto apparirà bello e nuovo, non potrà mai essere come prima, perché saremo andati oltre.
Solo quattro strofe, ma che riescono a dire tanto – un contesto nel quale non vorremmo mai trovarci – soffrire per amore, in un modo o nell'altro non è mai piacevole.
Un pensiero, sentimento che resta sospeso nell'aria di dicembre senza muovere i passi... come la terra sotto la neve. Un tempo che non scorre... quasi come se il gelo avesse fermato tutto. Intensa e toccante.
La nota spiega un po' di vita. Ed è così. Bellissima la terza strofa centro della lirica che da emozione. Una forte emozione. Bellissima.








