Quando la Notte

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Il linguaggio "fatato" è molto appropriato per l'uso quasi onirico del dormiveglia. Molto ben descritto, il paesaggio silvestre non è in realtà che una grande proprietà dell'autrice nell'uso di metafore. Spaziando tra sensazioni interne ed esterne la poetessa ci accompagna nella storia di conoscenza e riflessione su noi stessi, su quello che abbiamo assorbito durante il giorno, sul loro significato. Ci sarebbe da farne uno studio sull'uso degli accenti tanta è la musicalità dei versi malgrado la assenza apparente di ritmo. "Quando la notte" porta consiglio il buio non è che una rivelazione di luce.
Quando la notte apre gli occhi al sogno o al solo guardarsi dentro l'anima esce in avanscoperta e protesa a ricercare quello di cui necessita, in quell'esatto istante, si ritrova catapultata in un mondo di favola reale. Profumi di bosco e folletti, ma anche possibili tentazioni. Quel muoversi attento, seppur curioso nello scrutare intorno e a non cadere vittima dell'apparenza (funghetto velenoso), rende bene l'idea di come l'anima si muove e si protegge pur proseguendo la sua esplorazione.
Questo bosco fatato dell'anima... popolato di pensieri/folletti... cortecce parlanti... funghetti/emozioni... pensieri/colibrì...ben rende il rimestio della mente, il lavorio dei pensieri... rumorosi o sussurrati... rivelano quanto è nascosto nel profondo, luci e ombre di sentieri ignoti a noi stessi... tesori che trasformano una talpa in aquila. Assolutamente originale e pregevole la metafora usata da questa brava qutrice nell'analisi introspettiva dei moti del pensiero. Musicale ed equilibrata composizione senza alcuna sbavatura.
Di notte, il sottobosco dove vivono i ricchi sentieri dell'immaginazione, ritornano in vita e si appagano nel poter finalmente spaziare in totale libertà senza il cappio di un opprimente realtà a cui noi, e l'anima che rappresenta la parte più misteriosa della nostra esistenza, siamo relegati. Ottima lirica.
Questo micro cosmo che ci abita... nella notte si trasforma in una miriade di lucidi pensieri, s'innalzano in una poetica molto suggestiva, questo viaggio pulsante si agita tra i sentieri fatati con occhi curiosi e la volontà di scoprire o riscoprire qualcosa di se non perdendo di vista però la ragione che impone attenzione sulle velenose asperità che in cammino s'incontrano... delicate metafore che fluttuano sullo sguardo del lettore, ottima!
...son quelle notti dove i pensieri si "spingono"...un chiacchiericcio rumoroso che fende il silenzio e non permette al sonno di regnare! Un dilatarsi di forme e contenuti... di preoccupazioni e desideri lontani che inspiegabilmente s'avvicinano ribollenti! Brava l'autrice nel descrivere metaforicamente tutto questo con un paesaggio silvestre pululante di personaggi e situazioni improbabili... ma reali nella mente provata da un sonno che tarda ad infondere la necessaria pace.





