I Piccioni in sul Campanile
Massimiliano Zaino
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Orror! Che veggo?... Un crimine
purtroppo io scruto in pianto,
sul campanil angelico
de’ crudi osato han tanto:
hanno murato i vividi
nidi de’i pii piccion.
V’eran de’ varchi, e i liberi
vol degli stormi allegri
lieti e secur vivevano
tra’i bei mattoni negri,
e d’in su’ questi alzavano
quest’ale pie canzon.
Han messo grate, e un carcere
il campanil s’è fatto.
Scorgo un piccion che in spasimo
si lagna e mesto e matto,
ricerca ‘l suo ricovero
che, ahimè, non vive più.
Andò poc’anzi a prendere
pe’i figli un torvo verme,
non puote entrar pell’andito,
vola represso e inerme,
e ‘l nido in fame spasima...
un piccolin già fu.
La rossa e fredda ruggine
d’un crudo e rozzo acciaro
la tortorella cerula
separa ognor dal caro
figlio che sta famelico,
sepolto tra due mur;
dell’ova tosto schiudensi,
non v’hanno i genitori,
piangono i mesti piccoli,
vi sono sol dolori,
presto la Notte torbida
li coprirà d’oscur.
Sepolti vivi e miseri
i nidi son morenti,
dal Duomo sona l’organo,
si canta ai gran Portenti.
Tra lodi, e preci e cantici
un poverel sen muor.
Disgiunti ai padri e ai nuvoli,
cibo pel sol Destino,
i cuccioli si spengono
su d’un pregar divino.
Barriere impenetrabili
i Fati pell’Amor!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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