Natale dolce pensiero
Carmine Branco
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Dolce mi é il pensiero,
o amore della mia vita,
teco con la fantasia errare,
per i monti nostri sovrani,
per le vallate amene;
tra i boschi ancora vergini,
che sanno di muschio antico,
su per il regno sempiterno
dell'abete argentato,
che cresce dove la Meta
é a trapezio col Cavallo.
In queste festività, che sanno
di torrone, di melato pandoro
e di dolce panettone,
il ricordo mi sovviene
di un bimbo che sognava,
nei cui occhi appariva velato,
come per fato, un futuro di dolor.
Poi ecco che fu l'uomo,
di amare disperato;
crocifisso e condannato,
cui negato fu il retaggio
ed il paterno casolare.
Deprivato e rinnegato
dalla prole e dall'onore,
non rinnego', però, mai se stesso,
e dell'intento e del suo candor.
Forse non canterà più inni
e mai più suonerà,
lieto come allora,
le zampogne
e le ciaramelle,
per annunciare ai posteri
l'avvicinarsi della Novella!
Riposerà, però, sicuro,
poggiando il capo
su di Colei, il dolce seno.
Il Natale,
come i pastori,
potrà cantare ancora,
oh dolce inno,
al Pargoletto,
Figlio del Signore.
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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