"Il tempo in cui soffrivamo"
Stefano Drakul Canepa
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torna alla terra
ed evapora pioggia
sul tuo respiro (D)
Sali al cielo se non puoi soffrire
le tue albe come cosa ignota
ed offrire a questi giorni il cuore
senza un amore da nascondere
Segui il buio e svanisci nella terra
con i geli della stagione nuova
che culla i suoi germogli mai nati
sulle ansie scolorite della pioggia
Il vuoto delle cose che non conosci
sarà il flebile sussurro delle sere
e le guance tese a seta un sogno
per chi non mente alle sue nuvole
Torna al tempo in cui soffrivamo
ogni paura, ogni speranza nera
e la luna aveva un dolore negato,
un solo respiro rubato alle aurore
E regalato alla notte che muore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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carla composto9 dicembre 2013
versi toccanti pieni di ribellione che scaturisce in ogni verso... sempre molto sentite le opere del bravo e vlente autore...
Catia Dinoni9 dicembre 2013
Ritornare sui propri passi anche se dolorosi per riemergere dal soffocante passato affrontandolo da dentro... perché non possiamo mentire a noi stessi. Così l'ho sentita d'interpretare. Sempre impeccabile la forma e l'intensità dei versi.
Tonia Fracella9 dicembre 2013
Un respiro che avvolge un tempo quasi estraneo ai suoi giorni... dove non trova quel passo certo fra gli spazi di ciò che non conosce... ma è quasi smarrito nell'evolversi delle stagioni. Intensa.



