Messaggio disperato di una figlia
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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genitori son quelli che crescono i figli, anche se a volte ci possono essere drammi che sconvolgono la vita e che portano ad azioni forti e dolorose, come l'abbandono di un figlio il mio elogio al valente autore...
Non c'è bisogno di partorire una figlia per essere mamma. Mamma è colei che cresce il bambino (bambina) con amore e dedizione, che veglia sul suo sonno, aiuta a fare i compiti, se la figlia ha un dolore soffre per lei, gioisce di ogni suo successo. La maternità e la paternità non sono doni che vengono dal cielo ma, giorno dopo giorno, si diventa GENITORI. Per quanto riguarda la madre naturale è meglio lasciarla nell'oblio perché in quel momento ha fatto la cosa migliore dando alla figlia la vita e l'opportunità di un'esistenza migliore...
Una lirica molto ben costruita, molto toccante, che riflette il dramma immenso di tanti figli abbandonati, ma che personalmente avrei preferito non avesse nomi e riferimenti precisi che sono certo siano del tutto inventati (credo sarebbe opportuna una specifica annotazione). Comunque l'autore, come spesso avviene, nelle sue liriche riesce a ben trasmettere le emozioni e le sensazioni che assalgono i comuni mortali negli eventi anche tragici della loro esistenza.
Altamente drammatica questa lirica in cui l'autore si fa portavoce sincero e autentico di quella difficile condizione che vivono i figli abbandonati alla nascita seppure hanno poi avuto una famiglia adottiva che ha sopperito in tutto e anche di più ai fabbisogni affettivi e materiali. l'autore nella sua profonda umanità sa bene quanto siano importanti le nostre radici e quanto sia doloroso il pensiero di non essere stati accettati dalla propria madre. E la conferma ci viene dalle cronache e da tante trasmissioni televisive che portano alla ribalta questo bisogno incoercibile di conoscere chi ci ha messi al mondo
Mi unisco totalmente a quanto espresso da Sara e Carla. Genitore è colui che cresce con amore un bimbo. Però posso capire quel desiderio di sapere chi era colei che ti ha dato la vita. Molto spesso alla conoscenza diretta è seguita una grande delusione che ha fatto ancor più male del non sapere. Non solo un superlativo poeta, ma anche un profondo sentire delle problematiche .




