Ti mangiai di voglie
massimo turbi
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la passione infiammò senza tregua
la furiosa bramosia
delle tue gambe aperte
desiderose di gocciolanti
fiamme di lingue che scivolano
sulle sugose labbra spalancate
alla mia bocca che geme
ululando alla luna fremente
giocai con il turgido
sapore di dolce salato
incuriosito nel farti sentire
sempre più femmina
capace di farti sbavare
sulle lenzuola di seta
un regalo di mammà
-e dopo chissà chi la sente?-
ti mangiai di voglie
con le dita succose di cioccolata
intingendoti fino in fondo
per baciarti ancora meglio
facendoti gridare come una pazza
appena uscita di senno
ti mordesti il labbro inferiore
e come un miraggio vedesti la mia pena
ritta sull'attenti
vogliosa di arrampicarti fino in cima
saziandoti dell'elisir di vita
per abbandonarci poi
tra le braccia dell'amore consolatorio
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massimo turbi
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