La Nebbia
Massimiliano Zaino
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La nebbia immerge del verno l’effigie,
e ‘l ciel del vespero ghiaccia, e le meste
orme di brina pell’orride e grigie
fosche svaniscono, ed ombre funeste
s’alzan, e viene sì tosto la Notte -
oblio di nebbie con voce di strige -
e tetre ghiacciano e selve e le grotte,
di neve candida l’orbe tempeste;
e tutt’è oscuro, e pur niente s’erige,
e ‘l nebuloso etere va alle motte,
e - orror! - s’espande qual putrida peste,
e cieli e terre terribile inghiotte.
Ulula ‘l vento, e quest’oïdi sì bige
pingon di spettri l’aurette moleste,
e fumi e odori di debile Stige
coprono e i tetti, ed i monti e le creste...
e un senso incognito d’Amor mi vige,
e spirti e spasmi m’assalgono a frotte,
e questa nebbia che arcana mi veste
il cor mi satura d’eterna Notte;
ed io per lei represso mi lamento,
e non ho pace, ma solo tormento.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 dicembre 2013
La poesia verseggiata con stile irrompe in questo universo poetico con autorità. espressione e forma curate.

