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Donne 12 dicembre 2013 · lettura 1 min · 3845 letture

Lo stupro di Firmina

omissam 412 poesie pubblicate
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Madre madre mia dove sei... non muoverti Firmina non aprire gli occhi i lupi potrebbero essere ancora qui no non mi muovo sento la cera calda del sangue scendere lungo le mie cosce non ho più guance né denti il mio corpo è attonito sembro di pastafrolla odo il sospiro del vento sulla fronte mi scompiglia i capelli non sarò più bella mai più lo giuro! Ho voglia di caldo di una casa senza finestre di un posto tutto mio dove perdermi per sempre dove sorridere senza esser vista mi fanno male i seni graffi di zanne nere sul collo terra nelle dita foglie morte sul petto no non mi muovo qualcuno potrebbe vedermi toccarmi ingannarmi meglio stare zitta come pietra come una cosa inanimata... l'alba infuoca la notte il giorno -malgrado me- prende una forma abitudinaria Firmina non si muove respira appena una coccinella le ispeziona i capelli madre madre mia fammi tornare dentro te...
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...tra i tanti delitti, lo stupro è il più fagocitante... l'omicidio toglie pensieri, la vita... non vivi mai più...no, Firmina vive, vivrà...ma non la vita che avrebbe potuto e dovuto vivere... un'altra vita, non la sua

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (7)

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Carla Colombo12 dicembre 2013

Quanta dovizia di particolari, sembra di viverci attraverso, con un macabro brivido sulla pelle, ma Omissam essendo uomo, come fa a descrivere così magistralmente l'abominio dell'offesa più atroce ed eterna all'anima di una donna? Di sicuro hai una spiccata sensibilità femminile, dote rara poter vedere situazioni sotto diverse angolature e punti di vista, molto apprezzabile

carla composto12 dicembre 2013

toccata nel suo intimo ... violentata nel corpo e nel'anima... toccante lirica che descrive un crimine atroce e gravissimo ...da punire severamente... senza alcuna pietà

Catia Dinoni12 dicembre 2013

Per commentare questa poesia mi devo raccogliere dai pezzi che sono esplosi leggendo, tremano le mani e non solo di rabbia... quanta efferatezza e malvagità esce dalla mano vile, nulla di umano certo, nulla di perdonabile e mi fermo qui, oltre cadrei in cose innominabili. Da questo urlo poetico, l'ammirazione verso questo autore perché riesce a catturare l'impercettibile, nel minuzioso descrivere d'una violenza ad una donna solo chi possiede enorme sensibilità (a volte scanzonatamente celata) riesce nell'intento di squarciare l'indifferenza che circonda... più che apprezzata, applaudita.

elena rapisa12 dicembre 2013

Quando leggo di te così, mi travolgi e mi scopro fragile. Non è possibile commentarla le parole non avrebbero senso. Sarebbero di troppo...

nemesiel12 dicembre 2013

Una donna che legge questi versi è sopraffatta da pensieri e sentimenti diversi, emozioni violente e sensazioni che lottano fra loro. Ammirazione per il talento poetico dell'autore, per la capacità dell'uomo di calarsi così pienamente nel sentire femminile, lo sconcerto del perché accadano ancora simili violenze e si debba stare a discutere su che tipo di crimine sia. E' fra i peggiori, atroce quanto un omicidio, superato solo dalla violenza sui bambini. E c'è la rabbia verso quegli uomini che considerano lo stupro come qualcosa di non così tragico, verso quelle mentalità (anche femminili) che lo giustificano adducendo giustificazioni che ledono il senso stesso di libertà e dignità della persona. E ci vorrebbe un'altra pagina...

Francesco Falconetti12 dicembre 2013

La sensibilità e la poliedricità dell'autore si esternano su un tema che colpisce per la sensibilità e l'immedesimazione con cui viene trattata, quasi impossibile per un uomo, se non dando ascolto e facendo parlare, senza riserve, la parte "femminile" che è presente in ciascuno di noi (uomini).

Grazia La Gatta12 dicembre 2013

Sono rimasta incantata dalla sensibilità e bellezza di questa poesia. Mentre la leggevo mi veniva alla mente lo stupro subito da Franca Rame e mi sembrava di sentire la sua voce quando lo ha portato in palcoscenico. E' vero, chi stupra è un omicida dell'anima della donna. Molto apprezzata