351 lettori online · 359.418 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 12 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2376 letture

Opposto calendario

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
+ Segui
Fummo quel che il tempo restituì al perdono noi, spiccioli a centesimi. Fummo della sigaretta accesa l'ultimo suo rivolo di fumo e chi ci ubriacò nell'attesa dell'età che porta via il profumo. Fummo chi discese di corsa l'ultima salita noi, puro esistere al contrario... forse una sfida alla nostra vita o forse, rivincita su un opposto calendario che al chiodo dell'umano sogno appese un'esistenza stropicciata.
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Più il tempo passava e più pensavamo di poter fare e poi ancora fare. Una sfida tenace al tempo tiranno, un opporsi al calendario: "abbiamo una vita da spendere...", ma di essa forse, ci son rimasti solo spiccioli di centesimi.

L'autore
Bruno Leopardi
Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto12 dicembre 2013

il tempo inesorabile corre veloce... questi bei versi lo ricordano... una sfida al calendario della vita che avevamo davanti ora non é rmasto molto ... triste ma vera...

nemesiel12 dicembre 2013

Non è la consueta poesia sull'inesorabilità del trascorrere del tempo, in essa vi è qualcosa di più amaro e profondo che investe il percorso esistenziale della maggior parte delle persone. La strofa finale che chiude il componimento è, in fondo, la risposta ad un errore che tutti accomuna... Non avere consapevolezza del tempo, credere di poterlo piegare e gestire... sognare e ancora sognare, esistere e poi scoprire che quella vita poteva essere un'altra, che è stata sciupata... stropicciata.

Rita Minniti13 dicembre 2013

Una poesia estremamente coinvolgente, scritta con una delicatezza tale che persino il dolore riesce a stemperarsi tra le righe. "Fummo quel che il tempo restituì al perdono"... trovo questo primo verso incredibilmente profondo, incredibilmente forte a livello di dolore, un dolore che penetra negli anfratti reconditi dell'io e dove, ogni altra parola, non resiste al tempo... a quello che fu e che non potrà in futuro essere. Perdura alle volte la voglia di essere presente in un'attesa che non si sa se porterà a sentirsi in totale connubio col tempo, che inesorabile scorre e non dà spazio ai se e ai perché. Perché quando si è presi dal tempo... si ha paura anche di non sapere cosa ci sarà oltre quel tempo stesso. Poesia estremamente profonda!

Paola Galli13 dicembre 2013

una giusta considerazione che rende malinconici a pensarci bene! siamo scivolati nel tempo e ci sono sfuggiti di mano gli eventi, avevamo tanto e c'è rimasto quasi niente, si e no pochi spiccioli!

Fiammetta Campione13 dicembre 2013

difficile capire qual'è il momento in cui ci si rende conto che il tempo passato non si può cambiare e soprattutto non è possibile avere una rivincita... ma succede (non a tutti) e grande è il senso di impotenza al pensiero che quel tratto di vita poteva essere speso diversamente... è un risvolto della condizione umana e non possiamo ignorarlo, ma soltanto cercare di farne tesoro per vivere il resto dei giorni con più saggezza.

Enrico Baiocchi14 dicembre 2013

Eppure in quella vita stropicciata della bellissima chiusa leggo la voglia di continuare a salire, di ritrovare ancora quel profumo che il tempo sembra averci rapinato, spesso la consapevolezza delle battaglie fatte e perse sono il trampolino che ci permette di riprenderci il credito che abbiamo con la vita. Versi amari ma veri che penetrano, coinvolgono e fanno riflettere.