L'attesa

Un mormorio di lunghi giorni
Lascia, solo, il pendio del colle
Straziato, sull'erta
Che attorciglia i nudi sentieri
Il cuore, va
Va ancora, sul passo
Del silenzio
Riflesso nel rio giù, nella valle
D'azzurro si riveste
E sentire
L'anima, che stanca di sapere
Si richiude
E la mano è spesa,
In una docile carezza
Dove il giorno è attesa
Infinita attesa,
Prima dell'alba
Prima, di dormire.
©
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Commenti (1)
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Antonio Ovidi12 dicembre 2013
Mi ha molto, molto colpito questa opera. Una poesia che lascia il segno, con metafore molto studiate e sentite, inusuali e belle, che fanno vagare oltre le parole. Intenso disegno d'un paesaggio in cui ci si incammina e ci si perde. Mi ha incantato, nella forma, nell'espressione, nell'emozione. Bellissima.
