Ubriacarsi di solitudine
Daniela Dessì
1195 poesie pubblicate
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Parole sdrucciolate
scivolano nello stomaco,
ancor prima,
strozzate,
si fermano in gola,
stretto un forte nodo
che soffoca,
miste a lacrime amare,
van giù di traverso
fino a toccare il fondo
della solitudine.
E' un cocktail giornaliero,
va gustato piano
assuefatto al berne,
rischi di ubriacarti
e non puoi disintossicarti,
non esiste alcun medicamento
per fasciare il cuore
e liberarlo dalla malattia,
il male di vivere
cronico!
Il silenzio
come panacea per la vita,
può risollevarti a volte,
ritemprare lo spirito,
alleviare il dolore
che affonda
nell'alcol dei giorni più cupi.
Vedi doppio in questa vita,
come in trasparenza una bottiglia,
via via sempre meno nitida
mal distingui il vero da una triste bugia.
Offuscata la mente
rasenta la follia,
indecifrabile ai più,
rimani
solo ed emarginato
come un cane ringhioso
reietto dalla sorte.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero14 dicembre 2013
Basterebbe un sorriso... una parola ... ...versi ben stilati... compl. ti
Claretta Frau14 dicembre 2013
La solitudine: un imbuto da dove non riesci a uscire.


