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Riflessioni 13 dicembre 2013 · lettura 1 min · 1300 letture

Quali colpe, quali errori, quante cose

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Non hanno colpe le nude mani quando l'azzurro del cielo non si trattiene, quando la sabbia bruciata scivola via e l'acqua di un lago di pianto evapora, lasciando sale bianco. Non sono rei illuminati occhi quando accecati perdono l'orizzonte, rivoltati dentro una luce nella tenebra scrutano solo l'orizzonte lontano misconoscenti del nativo pianto. L'udito ch'ode echi continui quale senso di colpa l'ottunde? Ascolta del coro il miserere nell'ultimo atto d'esistere. S' attorciglia la mente rovi di spine all'anima aggroviglia ché non stende un filo di luce dorata dove appendere candida stoffa appena lavata. Dalla rossa argilla plasmati dal limaccioso fango creati muoviamo agli albori liberi passi protetti dalla superbia inciampiamo sui sassi, nelle buche cadendo... ...sprofondiamo.
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Commenti (3)

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Stefano Drakul Canepa14 dicembre 2013

un bel ritmo, fino al finale molto incisivo... b r a v o

Sara Acireale14 dicembre 2013

"Non hanno colpa le nude mani..., non hanno colpa gli occhi e nemmeno l'udito che ascolta del coro il miserere". Mi sembra di leggere in queste righe (ma posso anche sbagliarmi) tristezza e delusione per colpe mai commesse e per errori che si sono verificati durante l'arco della vita. Quali colpe? Quali errori? Dal momento che c'è la consapevolezza le colpe più non esistono e gli errori sono stati azzerati se c'è l'umilta di capire, comprendere, altrimenti la superbia (come si esprime il Poeta nell'ultima strofa) ci farà inciampare sui sassi e cadere nelle buche. Profonda e intensa poesia...

Fiammetta Campione14 dicembre 2013

La superbia porta a giudicare, a sentirsi arbitri e autorizzati a decidere degli altri, ma spesso si vede negli altri il male che si ha dentro. Ma quali sono le vere colpe? e di chi? Ci sarebbe da parlarne... lirica profonda e condivisa