Il fiuto del destino
giovani sorridono a quel sole,
là dove sorridono i monti
d' inverno cadeva la neve
che li faceva imbiancare,
lì sulla cima
la cittadina
guardava ripida e furtiva
un vecchio malconcio
sorridente,
ignorando la sua età
con aria impertinente
ridacchiava
e pensava al niente.
era lì su quella sedia,
in quel luogo che ormai
in miseria,
emanava l'odore della guerra
rapito e infastidito dai silenzi
parlava e ricordava gli avvenimenti,
quelli passati
e quelli presenti
guardava i giovani con l'aria nei denti
ridacchiare ai suoi spostamenti.
in quel bar seduto tu stavi
ma la vita che avevi nelle mani
la guardavi e ti ostinavi
a credere che la morte
era vicina,
il sentiero sempre più buio
incominciò
a trasformarsi
di quiete, calma
in improvvisa
tempesta
prese i colori della giovinezza.
e adesso che ti si avvicina
ti lasci trasportare,
sospiri e respiri
ma non senti più niente
e con una grande e immensa
lacrima trasformata in pioggia incessante
lasci la terra con il fiuto
del destino.
©
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