Inversi
Calogero Pettineo
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Leggere le sue mani
artigliano
l'apice fiorito del mio animo
e divento schiavo della sua pelle.
Sono momenti d'insana pazzia
quelli dei sensi in oblio
che migrano legati verso il paradiso
inebriati dalla fragranza
dei sessi sulle labbra
fino al preludio
dell'acme del piacere.
Guarda e impallidisce Erzulia
quando ella allarga le ali
e mi tuffo in un volo possente
e impaziente sul suo fiore
per saziare il desio nostro proibito
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (1)
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M
Moreno Tonioni14 dicembre 2013
Elegante e squisita questa poesia spazia i confini di un tempo immemore ed espanso. I versi scorrono fluidi la brillantezza della metafora e l'insieme genera quello scrivere gentile che accarezza l'animo dell'attento lettore. Erzulia acclama il clangore delle membra ritratte
