La porta dei bei ricordi
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Un sonetto, come sempre perfetto, di un autore che non disdegna di addentrarsi nei meandri della vita per descrivere le sensazioni del nostro essere, una serie di particolari interiori ed esteriori rapportati nel tempo, che mostrano la sua innata bravura, oltre alla tecnica sopraffina, complimenti vivissimi all'autore (che ammiro molto! ).
Autore che si cimenta in tecniche poetiche sempre diverse e che ci regala sempre degli spunti di riflessione. La porta dei bei ricordi secondo il Poeta non deve essere aperta troppo spesso, questo non significa che bisogna dimenticare il passato ma non rimpiangerlo troppo spesso, abbandonandosi alla nostalgia, perché così facendo non si riesce a costruire il futuro...
E ci regali una ennesima riflessione che può essere panacea ma anche relegare la vita ad un continuo rimestare il passato. Chi ha troppo vissuto sente forte a volte il desiderio di allontanarsi da tutto ciò che ora appare effimero per concentrarsi nel vissuto e trarne conforto. Accade, si accade quando il passato è una lunga via e il futuro un viottolo in discesa.

