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Sociale 18 dicembre 2013 · lettura 2 min · 1489 letture

Le TASSE e il domani degli italiani

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Un uomo nudo, in sella ad un maiale, apparve, all’improvviso, nella piazza, la gente si stupì, rimase male, vedendo quella scena alquanto pazza! “Signori – disse l’uomo – rappresento il classico italiano ch’è in regresso, guardate questo strano abbigliamento e l’animale che mi porto appresso! Le decisioni prese dal Governo, dapprima m’han costretto a digiunare e, poi, a sperar che il Padreterno gettasse un po’ di manna ... per mangiare! Mi son venduto i mobili e i vestiti, la casa l’ho ceduta l’altro ieri per soddisfare i debiti saliti a cifre che impedivano ai pensieri d’aver la mente libera al domani. ...Purtroppo, il Parlamento ed il Senato, lo métton sempre “dietro” agli italiani, col solito decreto salva- Stato! ...Però il finanziamento dei giornali e i sovvenzionamenti dei partiti, nonché i rimborsi e i costi gestionali, non possono mai essere aboliti! ...Ed ogni tanto c’è un partito nuovo con altro presidente e segretario, ma tutto questo, proprio non l’approvo, ...lo fanno per accrescere il salario! Adesso voi, ... poveri e infelici, continuate pure a dargli il voto, si son mangiati i vostri sacrifici e il sogno del domani, ormai è vuoto! I giovani che sono diplomati non trovano lo straccio di un impiego, e gli altri che si sono laureati vivacchiano con posti di ripiego! Migliaia e migliaia di operai son stati messi in cassa integrazione ch’è sempre l’anticamera, oramai, dell’avvilente disoccupazione! Se voi avete ancora un posto buono, tenétevelo stretto, fino in fondo, perché l’Italia è in stato d’abbandono, con i governi in pieno girotondo! Avrete la pensione, ... a settant’anni, la decisione l’hanno presa Loro ..., vuol dir che tra gli affanni ed i malanni, pian piano ... morirete ... sul lavoro! Le tasse vi nascondono il futuro, il tempo agisce solo da nemico, Signori, l’avvenire è assai insicuro ... farete la mia fine ... lo predìco! ” Così dicendo in sella a quel maiale, con l’aria desolata ed impaurita, scomparve lentamente in fondo al viale ... La gente restò muta ... e inviperita! .
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (5)

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francesca maria soriani18 dicembre 2013

davvero molto forte e purtroppo reale il messaggio di questa poesia che introduce una grave problematica sociale facendo campeggiare l'immagine insolita di un uomo a cavallo di un maiale. Metafora con cui l'autore con sottile e graffiante umorismo ci fa intendere che cosa è diventata la nostra bella Italia grazie -si fa per dire - alla gestione dissennata dei nostri governanti e ad un sistema politico che ci ha imprigionati in una spirale d'ingiustizie senza fine ...

Sara Acireale18 dicembre 2013

È la realtà odierna quella che ci prospetta il Poeta. Le tasse aumentano, il lavoro diminuisce, le imprese chiudono e noi poveri "mortali" non sappiamo dove sbattere la testa. Si demonizza il movimento dei forconi ma penso che, se la gente non fosse esasperata, questo movimento non avrebbe modo di esistere. Tra l'altro c'è pure un signore (si fa per dire) che vuole fare la "rivoluzione" se va in carcere. La rivoluzione bisogna farla ma anche contro gente come lui, per riavere i diritti perduti, contro i soprusi e tutte le forme di ingiustizia. RIBELLIAMOCI, è un nostro sacrosanto diritto. Riprendiamo in mano la nostra vita, non aspettiamo tutto dall'alto...

carla composto18 dicembre 2013

condivido i versi di questa lirica forte e ben scritta che rispecchia l'attuale situazione... bravo l'autore che come al solito sa ben trattare in poesia ogni argomento...

nemesiel18 dicembre 2013

In versi una realtà tragica che sta sommergendola mnaggior parte degli italiani... tranne i soliti noti... e non mi riferisco solo ai politici. Il divario fra i troppo ricchi e i troppo poveri è aumentato a dismisura mentre alla soglia della poverta si affacciano ogni giorno categorie impensabili fino a pochi anni fa. Nonostante la piacevole ironia messa in campo dall'autore... a me vien voglia di urlare.

Fiammetta Campione19 dicembre 2013

ironia sì, ma molto amara e tagliente... d'altronde se questa è la realtà odierna non c'è molto da ridere, la rabbia e l'impotenza hanno notevolmente peggiorato la qualità della nostra vita, soprattutto al pensiero che per le prossime generazioni si prepara un periodo nero...