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Natura 19 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2565 letture

"Il Ciclo di Saros"

Stefano Drakul Canepa 4649 poesie pubblicate
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la mano ferma segna antica ruggine su lune nere (D) Cento e cento aurore fuori tempo, l'argento dei dolori ora sarà breve e le tante sere arroventate piano con il viso rivolto al lato oscuro Buio convesso, semplice riparo per i veleni sussurrati al vento e il tempo dei colori resi a notte sulle follie d'eclissi addormentate Grani di cielo sul cerchio irrisolto e dieci grate indaco ad affilata meta sorprese dal passaggio di stagione. Il sole trema, non è ancora morto Torto dei giorni spesi a temporale, le nuvole ritornano a maledizione sull'orizzonte pallido di terra lesa. Il ciclo è sorto ancora, è luna nera Mille e mille luci di petrolio amaro Avaro il seme di un'antica mano.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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nemesiel19 dicembre 2013

Il ciclo di Saros... eclissi di luna ed eclissi di sole... si ripetono ciclicamente, incessantemente. Ma non è solo natura in questi versi... luce e buio si alternano nell'umano esistere... Metafore pregevoli in versi che posseggono la consueta musicalità ed eleganza.

Annamaria Barone20 dicembre 2013

nell'antichità l'eclissi era vissuta come cattivo presago: il sole o la luna sparivano ingoiati dal buio, panico, incertezza, buio che toglie anche il pensiero. E questo sento in questa splendida lirica che coinvolge il lettore in un viaggio senza fiato. Trovo l'ultima quartina insuperabile, la poesia tutta è una vera perla. Chapeau