A ricordarmi chi sei
Maria Grazia Vai
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Di un rumore sei l’ascolto
che sveglia la notte e il sangue
L’unico verbo che inchioda
l’argento
alle parole del legno
Il freddo che alimenta l’acqua
e il mio respiro
bruciando, silenzioso
tra le costole e la fronte
d’altri occhi
Sei la profondità di un giorno
che irrompe
-tra le rotaie in fiamme-
d’una candela senza ossa
e spine
E mi porta -di nascosto
la forma impalpabile
del tuo nome.
Quel fiato senza sosta che dona alle mie notti
l’insonne veste della tua lingua
vestita d’ira e
violento -dolcissimo miele
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 dicembre 2013
sinuosi versi d'amore in poetica curata, ottimo il riferimento al fiato che fa venire alla mente il fiato della vitalita' dell'amore.

