Opale
Patrizia Ensoli
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Poi
sotto la neve, la terra di ombre senza nome
si disseta
ponendo il tuo sonno in una giostra di colori
pietra d’opale al mondo, non ti svegliare
non ora
poiché sono la notte che parla del mare
dove ogni andare stride al mio destino
E tu, sei l’onda che va e viene
sponda di giorno, nel cielo della sera
quel canto di stelle che guida il tempo
rotta assoluta
fin dove si stende il cuore
riconoscendomi terra.
©
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Commenti (1)
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Paola Galli24 dicembre 2013
un canto delicato, malinconico, quasi sussurrato! un intrecciarsi con l'altro, un riconoscerlo porto sicuro nell'instabilità dell'anima! molto bella!

