L'inevitabile destinazione
Mario Contini
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Credevi di aver amato
m’arriva
il tacito pensiero,
ho creato solchi
su terra fertile
ho visto l’oscuro vuoto
gli alberi senza radici
lo sento
il mormorio sommesso
nelle tue ansie notturne,
so che vorresti
saziar di me
le affamate solitudini
e sei lì
a imboccare la ragione
che continua
a rifiutare il pasto
senza respiro
ho rivoli di fuoco nelle vene
e la mente sconfina
nella rabbia
verso ciò che separa
i nostri mondi
voglio i tuoi passi
voglio i tuoi gesti
voglio essere
tutto ciò che osservi
fuggi dalle tue penombre
dà inizio
al nuovo viaggio,
verso me,
l’inevitabile destinazione.
©
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L'autore
Mario Contini
Commenti (2)
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rita iacobone22 dicembre 2013
Attendere convinti che chi amiamo comprenda che siamo là,ad aspettare il tempo,,che abbiamo bisogno di ogni respiro di quel corpo amato, dei suoi gesti che faremo nostri, e nell'attesa tanto struggimento espresso abilmente dal poeta per noi.
Salvo Learco Angrisani30 marzo 2016
Una lirica magistrale che mi ha davvero emozionato. Un'espressività di versi profondi quanto l'oceano. Stupenda.


