Pensieri puntiformi
Gianpiero De Tomi
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La materia si deforma come un insetto
le gambe spezzate, sotto il possente maglio
diventa un fiore che cresce nell'ombra
di alberi sconosciuti e morbide felci
solstizio d'inverno intreccia le sue trame
nell'infernale declino del rubino perduto
stringendo la gola oltre il singulto
sillabe irriverenti volano nello sguardo
diventano parole, alle prime luci dell'alba
occhi aprono nell'orrenda costatazione
un sogno sfuggito alla catena dell'oblio
evoca la realtà sfumata nello specchio.
Germogli di riso sorridono nella melma
serpenti dalle macchie gialle mordono
cosce indifese e schiene letargiche
onde che increspano all'improvviso
rivelando un crine, che si sposta profondo
silenzioso nel suo avvicinarsi alla preda
nel perenne sacrificio del sereno lascito
il sangue che cola lungo i fianchi sottili
ed un sole che scalda le tempie consumate
nelle erbe profumate si consuma la fiamma
al crescere delirante di un morso di fame
tintinnio di ghiaccio nascosto nel vento.
Disperata ombra deposta inconsapevole
notte sul cuscino, bagnato di sudore
appuntiti cunei di paura gemono come angeli
che digrignano i denti, stridendo alla luna
dove Dei e uomini scrivono versi blasfemi
per rendere immortale, ogni anima dispersa
e tesi ordini dalle tonache intarsiate d'oro cantano
schiacciati dalla luce mortale del freddo alabastro.
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Gianpiero De Tomi
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