Lacrime di Santo Stefano
Carmine Branco
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Chi reggerà
le mani fredde
quando la vita
le abbandonerà,
allorché il sangue
non le colorera'
e la morte
domanderà
il suo trofeo?
In vero
il Silenzio
non opporrà
resistenza
ai nodi
di Libitina
e, nessun
scongiuro,
ne benefico
Augurio,
fermerà
la furia
onnipossente
di Tanatos.
Allorché
il respiro
diverrà pesante
e breve,
ponendo pause
alle già saltuarie e
affaticate parole,
gioia di chi vede
in questa larva,
non un
figlio d'uomo,
ma il crudele
oppressore
dei pargoli
e della prole;
Chi, chiedo,
coglierà paziente
e senza noia
le ripetitive lamentele
e i ricordi sparsi?
Sarà una mano
e un cuore familiare,
oppure un petto
straniero
e mercenario,
a raccogliere
le lacrime estreme,
a chiudere
gli occhi
vitrei e spenti
e testimoniare
l'ultimo sospiro,
che lo toglierà
dalla cronaca
di questo mondo,
ponendolo tra i comuni?
Vedo colline lontane
e il fuocherello
di un camino antico.
É solo un
dolce sonno,
una pia illusione,
viva e vera solo
agli occhi
di un povero morente.
La casa
non c'é più,
né più
le anime care.
Resta solo
la roccia nuda
e un addio
al nulla
e al vuoto.
Un arrivederci
al viso amato
ed un rifiuto
a chi indegno
il cuore
ha abbandonato!
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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nemesiel27 dicembre 2013
Poesia che mette in versi il sentire comune ad ogni uomo, i suoi timori, i perché di secoli a cui nessuno potrà mai dare risposta. Mette i brividi e consola perché ci si sente parte di un unico mistero... meno soli anche se ancor più fragili.

