La bellezza e la rovina
Nievdinessuno
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L’inverno è tremore,
l’estate è magra e l’autunno brucia
ogni foglia denudata che mi hai regalato.
Eppure scalciamo al vento sibili,
l’accartocciarsi di sistemi
parole somigliano a lame
s’intersecano per assomigliare al groviglio
pendulo da quella terra nuda,
che ti somiglia come bellezza la rovina.
E’ lenta come una vocale
dopo il fragore della gola,
è il suono di una spinta
da qualcosa che replica
il battito delle tue unghia sulla superficie
informe dei tuoi capelli.
E lo scudo della sera cade sull’attenti,
acceca le parti più intime della sagoma
che si forma dietro di te, appena,
dai le spalle alla mia premura
di chiamarti amore.
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Nievdinessuno
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