Ciao
Lascio a Voi, cantori, la lira e gli allori
l'albore illumini il Vostro sentiero
ho amato le melodie dettate dalle parole
che nel mio cuore gelosamemte conservo.
Non son buon anfitrione, nemmeno un guitto da strada
di pulcinella ho messo qualche volta la maschera
non sono uno dei sei
son cosi come vi pare;
Ho messo il cappello di sghimbescio
fiero del suo, mio, pennacchio
ho preso il fioretto ma anche gli abbagli
usando la grezza e rozza mazza;
Ho voluto far sorridere e anche commuovere
ho riso di me ma anche di Voi benvola considerazione
non ci son state mai spartizioni
a ognuno il suo merito ma nche demerito;
Ora con amore che ho sempre versato
chiedo venia se son stato sgarbato
in fondo mi son divertito
indossando i panni di un guascone d'amore malato
di un pagliaccio che ride sul viso disegnato
ma anche piange di un cielo non piu stellato...
...Ciao amici miei.
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Commenti (1)
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Duilio Martino9 gennaio 2014
Versi tanto profondi quanto amari che trasudano una quasi rassegnazione... forse delusione chissà... Mi viene in mente l'immagine di un attore "comico" e le sue lacrime dietro le quinte dopo aver deliziato e regalato sorrisi alla platea... Versi che grattano dentro suscitando molti interrogativi... alcuni dei quali ...preferisco scartare... e ricorda che la battaglia perfetta non è tanto quella che si combatte per se stessi ma per la gente (ed è TANTA) che ti vuole BENE.
