L’agave
carla vercelli
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L’agave, la sfida contratta
fra l’azzurrità e l’immobile radicarsi.
Sovrana dell’aspra scogliera
vorrebbe l’agave mischiarsi
all’ansia del navigante
che solca i flutti,
al sudaticcio del pescatore,
al clamore del turista
che l’ammira da distante.
Vorrebbe essere almeno il riparo
per un amore contrastato
di bocche consumato
alla sua ombra invisibile
e con l’occhio cieco di polipo urticante
ondeggiare
d’incondizionata approvazione
come l’erba pur arsa si flette
o il pino marittimo dondola
l’ombrelliforme chioma.
E invece, irta massiccia e immota
giace sulla landa remota
come la mano emersa
del corpo seppellito di un defunto Dio.
Condannata ad avvizzire
una volta sbocciata
quando è l’ora,
nel suo mancato moto
bisbiglia a volte solo
un composto lamento
d’inattuabile desio
al pietoso vento
che la sfiora.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
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