Fine anno
carolina parrilla
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Scorre chiara la notte
dietro imposte socchiuse
l'aria è umida e dolce
sotto al cielo agghindato
da bagliori festanti
Poche nuvole ad accoglier
sinfonie di colori, tra ombre
allungate su sguardi rapiti
Un tremore di vento
porta lieve un sentore
di fumo, di nebbia
di dolcezza impigliata
nel suo soffio frusciante
che carezza la terra
Fan rumore le strade
brulicanti di voci accalcate
nel buio e di forme in attesa
del nuovo anno a colmare
di nuovi sogni e speranze
il deserto del cuore
Solo un vecchio sta zitto
ascoltando il passo dell'ora
scandire spietato, l'istante
fatale, in cui la sua vita finirà
su questo mondo
Incurvato dal peso
del suo sacco ricolmo
pensieroso si volta
a osservare per l'ultima volta
nudi tetti, imbiancarsi di luna
Poi pian piano s'inoltra
silenzioso nel nulla
e si perde, lontano...
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L'autore
carolina parrilla
Sono un'infermiera di 53 anni a cui piace scrivere per il puro piacere di esternare le proprie emozioni
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero30 dicembre 2013
una realtà che purtroppo esiste. ...l'anno sopraggiunge e. chi festeggia in armonia, chi invece sarà l'ultimo istante della luce... la forma è elegante e il contenuto rispecchia quel lato della vita che ci fa mortali. ... belle sensazioni...
Riccardo Ruschetti30 dicembre 2013
A leggere questa poesia mi torna alla mente la canzone di Lucio Dalla "L'anno che verrà"... Fa sempre un po' di tristezza immaginare l'anno che sta "morendo" come un vecchio col suo sacco che lento se ne va... nessuno lo guarda più...nessuno lo cura più...si guarda solo al domani, dimenticando che è sempre il frutto di ciò che si è seminato ieri.


