Mangiandomi

Ti sento, come il fondere del latte il cacao
nella tazza della nostra intesa.
Di quella purezza non ho che mani deboli
nella presa così come la saturazione
del tuo candido sguardo.
Ed è la bellezza la ragione per cui ardo
in un sogno disadorno di particolari
privo della durezza del miele nello slegarsi
sul fondo della coppa del tè.
Ti chiamo, come si appella il contadino al vento
che fila l'identità del frutto sugli alberi
sebbene il sapore sia sulla lingua del commensale
e la volgarità risieda negli occhi
come il burro sul pane.
Ed è buono quel che ci avanza la sera,
c'è posto nella dispensa delle tue lenzuola:
esserti e avermi sono una cosa sola
quando disciolto e di grumi albergo in te.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela Fragiacomo30 dicembre 2013
chocolate! tutto dice di come scioglie il gusto, al calore latte che prende colore e addensa ingorgo - ingordo di frutti, il contadino invoca il suo dio - lui, la sua dea e riposa... -chapeau-

