Soltanto io
Ricchezze che non posso paragonare
Si son mostrate inaspettate
Al ristoro di un anima arida
Che sedeva paziente domando l’attesa
Piccole ricompense, come gracili fiori
Si affacciano ora sicure nella mia terra
Con la grazia ricercata di un armonioso cielo
Nello splendore bruciante che eleva il mio cuore
Ma invalido forse era il mio sogno
Che mi lasciava soffice, sdraiato sul letto
A pensare al ricordo che compariva
Contro una sponda che faceva impazzire
Compivano beffe i palmi delle mie mani
Che invano tentavano di toccare
Il desiderio mai conquistato
Salutando rassegnati il sonno che li precede
È facile parlare quando di fronte a me stesso
Ci sono soltanto io
Trattenere il respiro sollevando le gambe
Pronto a fuggire dalla passione forzata
Soltanto io, inquilino del mio abitare
Senza pubblico, guardo incuriosito
Il rosseggiare della luna e il suo amabile aspetto
Inebriato dal profumo che accarezza il mio viso
Come un genio privo della pazzia
Rispecchiava così la mia vita
Abbandonata nel fruscio, dissolveva
Come una preghiera rifiutata
Sono soltanto anni non sono secoli
Ora appagato e non più sconosciuto
Separo il trascorso
Camminando con Lei verso l’eterno…
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