Cavaliere errante
Devi smetterla coi combattimenti,
ritorni la notte malconcio,
con l'occhio mostato, i graffi,
con le vesti strappate,
le labbra morse,
tu ed il tuo cavallo zoppicante vi strascinate,
la pelle è da suturare,
il cuore è da ritrapuntare.
Domani s'alza un altro sole,
le ferite leccate sono memorie,
assorbono il sapore del miele che avevi in bocca,
non posato.
Un'altra rigenerazione,
già sei al galoppo,
un altro combattimento,
prego il Cielo ritorniate come sempre.
©
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