Aporia
Cataldo Cappelluti
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Come un cane da ricerca
eccomi a scovare tra le mie macerie,
tra le rovine
nel tentativo ansante di rinvenire la ragione
del mio vivere male:
e tra i sassi,
ora il lamento d'una donna,
ora il sommerso corpo
del destino ancora vivo,
ora una mano ferita tra i detriti
che protende verso la luce...
Ma la ragione ancora tace,
giace, né nulla si muove
ed allora annuso ancora per cercare.
Ecco,
si sta facendo tardi
ma nessun richiamo da una viva voce
per farmi ritornare... nessuna voce:
che parte dell'infelicità d'un uomo
sia tutta nell'imperfetto del verbo amare?
©
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Cataldo Cappelluti
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