Strano cadere senza paura
Gianpiero De Tomi
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Strano cadere senza paura
passare attraverso pietre perenni
coperte di pitture rupestri
una griglia di mani intrecciate
un tappeto di carezze inaspettate
un inverno che crolla succube
al riflesso della corona albeggiante.
Non un pozzo senza fondo
nè abisso, dall'ambiguo sussurro
ma solo un passaggio, una scorciatoia
per una vera, onesta follia
il sentiero agognato, nel turgido bosco
vegliato da alberi di duro metallo
legati al mistico androgino femore
ambivalenti incroci sorridono
al sottile aspetto dell'ombra
penetrazioni infinite e deliranti
il pentimento dietro all'amplesso
una fiamma, una boato, un po' di cenere
che frantuma il cristallo
finalmente inutile eco.
Strano cadere senza paura
quando lo schianto è imminente
è un chiudersi lento e dolciastro
un longevo sorgere di pietà
al grido acuto nella sera
è la corolla di un fiore incantato
che chiude sul cuscino dei ricordi.
©
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Gianpiero De Tomi
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