Madre
Cinzia Castellana
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E ti vedo lì seduta
persa nell’incedere lento
delle tue stagioni,
le mani intrecciate ai grani del rosario
in lunghe tue meditazioni.
Vorrei entrare nel tuo infinito,
prenderti per mano
e sul viso ormai sfiorito,
ridisegnare
la curva dell’arcobaleno.
Mi ritorna in mente
sul far della notte,
la nenia antica che mi cantavi
stretta al tuo seno
mentre mi allattavi.
Sei la nostra quercia,
radicata nei valori,
di un’immensa fatica,
fatta di bilanci, di dolori,
di dedizione e di fedeltà antica.
La tua tenacia ancora mi rasserena,
all’alba di un’altra primavera,
abbracci ancora
il mio entusiasmo e la mia pena
e tu testarda abbatti ogni barriera.
Piccola sei diventata,
il tuo viso scarno,
le tue parole di miele addolcite,
i tuoi capelli d’argento perlato,
le tue vecchie convinzioni ringiovanite.
Nel vento dei ricordi sospiri,
inciampi nella tua tenerezza,
al nostro pensiero ancora tu miri,
nello specchio del tuo cuore
traspare la bellezza.
©
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L'autore
Cinzia Castellana
La poesia, in tutte le sue forme, da sempre fa parte della mia vita. Basta che io mi senta preda di forti emozioni, che i miei pensieri assurgono a vette più elevate. Nel tempo, la sua musa ispiratrice, più volte mi si è seduta accanto fino a che non siamo diventate buone amiche. Sempre più la passione per la poesia è
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