Canzone - La Supplica d'un Trovatore
Massimiliano Zaino
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In tra le fronde cantò un Trovatore,
e mesto ardì alla bionda
dama regal che cotanto adorava
cantar canzon gioconda,
e in lui sen stava Amore,
ed ella in palpiti omai l’ascoltava,
ed ei la flebile lira sonava,
e le fe’ suppliche, e in sotto la Luna
scorgea l’amata discinta alle vesti,
e canti e cenni mesti
dicea e in singhiozzo e pella Notte bruna
e lamentava malversa fortuna.
Allora fu che al seno
di lei lagnava una dolce preghiera,
e disse poscia: «Almeno
òdimi ‘l cor che piagne, e sii men fiera!».
Ma costei cruda tacque,
e dal veron meschina si traëva,
e muta andava, lontan, in sua stanza,
e ‘l passo fu di danza;
ed ei in tra’i platani folle gemeva,
le lagrime spargeva,
ed ella non l’udiva,
ad uno speglio scioglievasi ‘l crine,
ed ei per lei moriva:
d’Amor sovente codest’è la fine.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
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Francesco Rossi9 gennaio 2014
Il poeta in esercizio poetico mirabilmente verseggia.

