Possibilità

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laconicità che paga... ed ogni singola parola diventa una lama che incide la carne viva ... scrivendo il pensiero tra le "rughe"... una ruga, due rughe e poi ancora altre rughe! Bellissima!
Il corpo e tutto l'universo che ci abita. Una consapevolezza di organismo in piena evoluzione. Un tremore nell'inquietudine e il tempo che scorre. Elementi introspettivi ben delineati, in un equilibrio che attraversa l'intero essere, lo scruta. Lirica vera, tangibile. Un passaggio interiore, perfettamente riuscito.
Consapevolezza del tempo che passa, misurandolo attraverso il nostro essere, il nostro corpo... una velata rabbia gli si contrappone che si amplifica, nella coscienza di non poter vincere il tempo che scorre e ci trasforma... Piaciuta
"nel sonno delle cose una ruga, un'altra ruga" La chiusa è una risposta all'interrogativo del lettore? E della stessa autrice? Forse... ma in una poesia, che si fa dono, la mente e l'anima di chi legge usano i propri codici interpretativi... La vita procede, indipendentemente da noi... vissuti e accadimenti apportano cambiamenti anche se non ne siamo immediatamente consapevoli... anche quando le cose sembrano dormire... nascerà una ruga... e un'altra ancora.
Le rughe visibili e quelle nascoste... che fanno più male. I versi, asciutti ed essenziali, lasciano spazio alle sensazioni di chi legge, e a me ha trasmesso un senso di impotenza di fronte alla vita che accade, che ferisce, a tal punto che l'amare stesso diventa doloroso, quasi non si meritasse.
è un'immagine che mi ha colpito, intima confidenza del cuore a se stesso, dei suoi passi e turbamenti... molto bella!





