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Impressioni 12 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2954 letture

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Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Si chiude la voce nella foschia del mattino dove si fissa il tempo ai rami spogli filtrando, uno sguardo perso nei profili immobili grigi di stupore mentre la vita va su quelle imposte chiuse al sole in una felpa uditiva di foglie ormai dissolte che mi allontana da suoni acuti da un sarcasmo avido di menti Qua non c’è niente, adesso nell’aria seduttrice di quest’incanto sembra umido, avvolto di silenzio dove l’altrove del mio cuore spezza il tempo paradiso commovente a cui m’aggancio per non morire nelle pietre delle mie prigioni.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (5)

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Bruno Leopardi12 gennaio 2014

La fotografia di un momento unico della natura che diventa interiorità. Si parla di silenzio e di forte solitudine, forse, quella che il cuore ha fatto sua. ..."Qua non c'è niente adesso...": quasi un vuoto d'esistenza. Ma poi la chiusa è un atto di speranza. Versi commoventi e puri che portano emozione. Poesia vera.

Duilio Martino12 gennaio 2014

un magnifico quadro dipinto con versi malinconici... che offrono al lettore una visione di natura quasi morta se non fosse per quel filo di speranza alla quali ci aggancia per non morire tra i muri delle proprie prigioni! Sei magnifica nel far toccare con mano il tuo sentire profondo. SF.

Carla Colombo12 gennaio 2014

Si respira l'immobilità del tempo racchiuso nell'ariosità del silenzio riflessivo, lontano da cose che fanno male, un proteggersi in una bolla trasparente, naturale, per poter vedere di nuovo l'incanto con occhi lucenti e incontaminati

nemesiel12 gennaio 2014

Quale il paesaggio che gli occhi guardano? E' il proprio intimo sentire che dà la visone del mondo, che cerca e trova significanti per ciò che osserva e ad esso dà significato. Una sensibilità che sa percepire ogni sfumatura di ciò che la circonda e che si riverbera sulle proprie note. "su quelle imposte chiuse al sole in una felpa uditiva di foglie ormai dissolte che mi allontana da suoni acuti da un sarcasmo avido di menti" La perla

rita iacobone13 gennaio 2014

Restare per attimi isolati nella bellezza un paesaggio offerto dalla Natura può veramente lenire un profondo dolore e quasi in quello spettacolo visivo adagiarlo come su di un cuscino di seta e a quella Natura donarlo immaginando che essa quel dolore lo possa rielaborare in meglio.