Atto Primo 1

Ascolto il tempo che passa
I suoi passi, lasciano orme
Orme che non vorrei.
Si delinea il cammino, l’indefinito perdersi
L’acqua che non arriva mai a nessun mare
Occhio mai sazio di luce.
E poi l’esistenza, questa favola mal raccontata
Foto di mille impalpabili tramonti.
Ma dove finisce poi tutto questo mare?
Queste profondità silenziose
Questi silenzi stellari persi dentro gli occhi.
Il tempo passa, il vento passa
Tra i capelli scompigliati, tra le parole confuse
Un infinito perdersi, un distrarsi ancora
Il dolore tagliente della sera, quando si è soli
Soli con se stessi, soli e senza scuse
Chiacchierando con la luna, dicendo cose vane
Fino all’alba, fino all’infinita scena
Allo spettacolo puro, infame
Di quella nostra vita.
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Commenti (2)
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Patrizia Ensoli12 gennaio 2014
Seconda, terza, quarta sesta strofa e chiusa, fortemente sentite ... In quest'atto primo dove la vita è l'incompiuto, il non senso ... Chissà dove finisce il mare, probabilmente in quel che ancora non conosciamo!
nemesiel12 gennaio 2014
Riflettere. Porsi domande che non trovano risposte, non le troveranno mai. Complice la migliore delle solitudini, quella in cui non si possono cercare scuse, nel dolore tagliente della sera, si segue senza filtri lo spettacolo della vita che scorre. Ottime metafore, ammirevole ricchezza lessicale

