Orizzonti (e) temporali
Di quanti pixel è fatta la tua barba?
Contarli tutti non ho saputo mai,
come il mago delle stelle confonde il cielo
con l'inutilità del vivere l'attesa di un dio,
così di scosse si scatena il caos nelle mie palpebre
e sfogliarti è l'ingiallirsi di uno schermo retrò.
Non c'è un altro tempo al mio domani,
ora che ieri era un anno fa
non do un tempo all'amare,
ora che il nostro navigare social
nel mare elettrico del comunicare
ha solo nuvole virtuali e stringhe in temporali.
Dietro le tue finestre screensaver muoiono i miei amori tamagotchi.
Stanotte che un altro anno si spegne ormai
non c'è piede a calpestare l'aridità di questa terra,
eppure al battere di ciglia che scherma i nostri segnali
non rimangono che le cure primordiali
- i tuoi fiori di Bach, le mie bacche di Goji.
©
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L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
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