L'albero scheggiato

In quella
contrada vigne vecchie,
pensoso e pieno di rimorsi, per
chi non ha voce...è il mio cuore;
l’ulivo... è l’albero della pace, il
segno del Sacro, che subisce
da il suo frutto... e
tace.
La vita è nel
suo volere, nel ricordo;
sotto la sua ombra... era il mio
giocare; una scheggia... pazza,
nell’ultima guerra gli ha aperto
il cuore, quella ulivo era
già secolare.
La mitezza
del mio piccolo sguardo,
lo stormire di quel ramoscello
che accarezzava... il mio ciuffetto
biondo; il chiaro e oscuro quando
giocavo con la sua ombra
d’ogni giorno.
Gli facevamo
sempre la potatura, il taglio
del selvatico delle stecche e... il
fascino li vicino; in quella secca
sterpaglia ho appiccato il fuoco e
le fiamme entrano in quel fusto
vuoto, un tiraggio... da
camino.
Dalla paura
ho chiesto aiuto e ancora
grido, con gettiti d’acqua dopo
ore ho spento il fuoco con l’aiuto
e il raziocino; parte di lui... se ne
và con lo scrosciare del vento;
un’immutabile avventura che
ancora ci penso.
Con calma e
freschi pensieri, nel ricordo
di quel ramoscello che giocava
con il mio ciuffetto non più biondo;
l’Angelo amico mi diceva: distrarsi
è una cosa seria, parte di lui per
fortuna è ancora viva.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!