Gli occhi fissi nella nebbia
Gianpiero De Tomi
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Gemme di rosa
che crescono selvagge
fra carni strappate a forza dalle ossa
mentre un cielo di solo granito
precipita con l'infinita saggezza
di grandi occhi coriandolo
fra erbe dal fulgore carminio
e lascivi corpi nella prosperità
dell'amplesso che tendono ebbri
alla fonte ineguagliabile.
Artigli che arretrano lentamente
- una pausa dalla morte -
frasi d'amore e sonetti classici
ingannevoli labbra socchiuse
al volgere di maree eterne
quando la spiaggia, resta deserta
ammaliata dai segni dei pensieri
sospesi verso l'onda
prigionieri del bagliore di un sole
velato ed indifferente che sorge.
Fluttuanti foulard che ondeggiano
dai colli sottili di vaghe veggenti
e un luogo, dolorosamente gelido
rifugio dell'ultimo dilemma.
La luna riflette un frammento
di uno specchio infranto
dentro al famelico orizzonte
resta il mio silenzioso respiro
quando il soffio si trasforma
in un rantolo di sassi affilati.
Scendere nelle profondità
o cadere lentamente.
Ma di quanti colori la mia anima
si può inebriare?
Occhi fissi nella nebbia
ma in viaggio perenne verso la luce
quella corrente impetuosa
nata da un sogno improvviso.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Antonella1714 gennaio 2014
vagare e cercare spesso invano la quiete. Ricominciare e non fermarsi... lirica che dona emozioni e fa riflettere molto

