Ti sei portato via
Ti sei portato via la mia anima,
lasciandomi la mente.
Avresti dovuto portarti quella,
farei a meno di pensarti.
Ti sei portato via il mio sorriso,
lasciandomi le lacrime.
Avresti dovuto portarti quelle,
per capire quanto dolore c'è racchiuso in ogni goccia.
Ti sei portato via la mia musica,
lasciandomi il silenzio.
Avresti dovuto portarti quello,
per costatare come si vive in un mondo muto.
Ti sei portato via il mio canto,
lasciandomi le grida.
Avresti dovuto portarti quelle,
per sentire quanto è assordante il rumore della sofferenza.
Ti sei portato via la mia luce,
lasciandomi il buio.
Avresti dovuto portarti quello,
per guardare come si vive in un mondo spento.
Ti sei portato via la mia pace,
lasciandomi la guerra.
Avresti dovuto portarti quella,
per accertarti di quanto fa male lottare con i ricordi
che provocano ferite profonde nelle pareti del cuore.
Mi hai spogliata del mio abito migliore,
fatto di dolcezza, sensibilità e amore;
vestendomi addosso di rabbia, sofferenza e malinconia.
Un abito che non mi s'addice.
Restituiscimi ciò che è mio, se ormai non t'appartengo!
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L'autore
Nunzia Valenti
Sono nata a Gela in provincia di Caltanissetta il 28 Luglio 1971, ma vivo in Lombardia da 22 anni. Attualmente abito a Caselle Lurani in provincia Lodi. Sono sposata e madre di quattro figli. Sono stata sempre creativa e amo l’arte in tutte le sue forme. Da qualche anno è nata anche la passione per la scrittura per d
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