Panta rei
Angelo Ricotta
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Tornano i doni antichi
a rallegrarci ancora
e la bellezza di coloro
che sapevamo scomparsi
Riappare il nero tratto
del delicato rapidograph
Sulle strade di pietra
e le fontane copiose
di nuovo a dissetarci
Si riaccende il sorriso
che illumina gli occhi
e possiamo dire leggeri
quasi cent'anni sono trascorsi
Ma c'è della stranezza
nelle stanze vuote
una perfezione
geometrica
di pulito
Dove andiamo in fila tutti quanti
con i carrelli della spesa
stipati nel petto come medaglie
a un valore sconosciuto?
Sono segni
di una notte incipiente
liquidi tratti neri
di una realtà svuotata
dalle mire degli ambiziosi
Che aspettiamo a riprenderci il futuro?
©
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L'autore
Angelo Ricotta
Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran
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