La maledizione dello scoglio
Maria Mollica Nardo 2
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Tetro si leva sul mar, maestoso scoglio,
dimora di gabbiani,
mausoleo di giovani vite.
Viscida rupe, a guisa di Sfinge ritta,
leone accovacciato, a guardia della città,
i naviganti disperdi, nelle acque tranquille
di un mare ingannevole.
Come una Sirena attiri le tue prede,
nei tuoi anfratti ricchi di pesce,
con le tue lusinghe fraudolente.
Di profumi e di suoni avvolgi
gli ignari pescatori dilettanti,
inebriandoli con occulte melodie,
fintanto che la loro mente non si annebbi.
Poi taci e raccogli nel silenzio,
infranto dalla spuma sullo scoglio,
il corpo dell’audace giovinetto,
che ignaro osò sfidar, la malìa
della rupe di vedetta.
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